Zerobarracento | Storie di imprenditoria sostenibile

Storie di imprenditoria sostenibile: ZEROBARRACENTO

ZEROBARRACENTO è un brand che sta facendo scuola nell’ambito della moda circolare, zero waste e sostenibile. Abbiamo avuto il piacere di fare una chiacchierata con la founder e zero-waste designer Camilla Carrara e approfondire la loro filosofia Zero Waste e il loro concetto di moda fluido e senza tempo.

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Com’è nato questo progetto e, a vostro avviso, cosa ha catturato l’attenzione di award, esperti del settore e stampa?

ZEROBARRACENTO
Il nostro elemento di differenziazione è sicuramente lo zero-waste. In termini di progettualità valoriale, ZEROBARRACENTO nasce dalla volontà non di rivoluzionare, bensì di ristrutturare (re-shape) i valori dell’industria della moda, slegandosi dai trend stagionali e dalle restrizioni imposte da età e genere, dando vita a un prodotto che possa abbracciare e accompagnare colui che lo sceglie nelle diverse fasi della sua vita, adattandosi ai cambiamenti del suo corpo, del suo stile, della sua personalità.

ZEROBARRACENTO vuole ottimizzare l’industria tessile e della moda, ridefinendo i processi produttivi e le scelte che concorrono alla creazione di una collezione. Ogni singolo elemento è progettato per raggiungere lo ZERO-WASTE, che non rappresenta solo una tipologia di modellistica, ma un commitment che il marchio raggiunge a 360 gradi: con prodotti monofibra per facilitare il riciclo, includendo le cimose, evitando gli accessori difficili da disassemblare. Speriamo che il nostro esempio serva ad adottare scelte di vita più sostenibili in ogni campo, perché ogni nostra azione esprime i valori che si vogliono perseguire.

Due immagini di due modelli ciascuna che indossano capi Zerobarracento

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La comunicazione che proponete gioca sugli opposti: “0% genere, scarto, vincolo – 100% made in italy, trasparente, inclusivo”. Potete raccontarci come siete arrivati alla polarizzazione e contrapposizione di questi sei concetti? Vorreste aggiungere qualche nuova idea ai vostri “0%” o “100%”?

ZEROBARRACENTO
0 significa zero rifiuti, minore inquinamento ed emissioni ridotte nonché 0% genere. 100 significa 100% alta qualità, Made in Italy, tracciabilità, sostenibilità e trasparenza della produzione.

Qualità rispetto alla quantità, unicità invece che serialità, tracciabilità e trasparenza invece che chiusura. Il Made in Italy è una scelta valoriale, rappresenta il mezzo per poter tracciare ogni step della produzione, collaborando con fornitori eccellenti e aperti al cambiamento. ZEROBARRACENTO non giudica ma accoglie, non esclude ma include, non spreca ma valorizza. Il brand si fonda sull'idea di creare pezzi che durino e che possano essere tramandati di generazioni. Un’estetica senza tempo, un design minimale dalle ispirazioni artistiche e architettoniche, opere di design in continuo cambiamento in cui la materia è centrale, animata da tagli, pieghe, drappeggi e forme morbide e destrutturate che ne intensificano il movimento. Per il futuro vorremmo una scalabilità organica delle produzioni tenendo fede ai nostri valori.

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ZEROBARRACENTO promuove una filosofia zero waste, che si coniuga in un attento studio dei cartamodelli, nell’inclusione delle cimose al loro interno e nella ricerca di materiali sostenibili e innovativi come Re-VerSo™, Bemberg™ by Asahi Kasei e Newlife™. Come portate avanti la vostra ricerca di riduzione sprechi, e quali sono le principali sfide di un approccio completamente zero waste? Qual è l’achievement di cui andate più fieri in questo ambito?

ZEROBARRACENTO
Sicuramente la parte più complessa è la collaborazione con i confezionisti, per loro lo zero-waste rappresenta un mindshift assoluto e come tale non è semplice trovare “la quadra”. Lato fornitori di materiali invece siamo fieri di aver creato un forte rapporto con le aziende con le quali collaboriamo che si traduce in collaborazione proattiva sia a livello produttivo che comunicativo. 

NAMA
Come si coniugano il Made in Italy e quindi la tradizione artigianale e manifatturiera italiana, l’innovazione di tagli e tessuti e la sostenibilità all’interno della vostra proposta? Da cosa partite nell’immaginare un nuovo capo? 

ZEROBARRACENTO
Vogliamo dare vita a un prodotto che possa abbracciare e accompagnare colui che lo sceglie nelle diverse fasi della sua vita. Tutti noi cambiamo e ci evolviamo continuamente, ma abbiamo bisogno di un punto fermo, della nostra “copertina di Linus” che ci accompagni e “abbracci” ogni giorno. Un capo da amare. Un elemento chiave del guardaroba. Ma soprattutto un’uniforme della nostra identità, al tempo stesso armatura e protezione. Capi versatili che, grazie alle forme morbide e destrutturate e alle lunghe cinture, si adattano alle diverse forme che assumiamo ogni giorno. 

Perché se è vero che il corpo cambia in maniera più evidente, anche il nostro umore e approccio alla vita si modifica ininterrottamente. Un giorno ci sentiamo più confident, quello dopo abbiamo invece bisogno di nasconderci un pochino, o di sentirci avvolti in un caldo abbraccio. Spero che i capi ZEROBARRACENTO possano passare di madre in figlia, così come i capi che io ho ereditato da mia nonna, che mi fanno sentire protetta e vicina a lei. Trascendere dal prodotto per diventare un affetto. I nostri capi vogliono essere abbracci: caldi, inclusivi ed espressivamente unici per ciascuno di noi. Gender e age fluid per una ragione ben definita: nessuno può dire cosa si può o non si può indossare, essere o desiderare - né tanto meno definire cosa sia opportuno in senso assoluto. 

Non vogliamo dare vita a prodotti finiti e perfetti, ma a opere di design in continuo cambiamento. Il Made in Italy rappresenta non una convinzione di superiorità, ma il mezzo per poter tracciare ogni step della produzione, collaborando con fornitori eccellenti e aperti al cambiamento, dando quindi vita ad una filiera corta. Un prodotto quasi km 0.

Due immagini di due modelli ciascuna che indossano capi Zerobarracento

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ZEROBARRACENTO propone un concetto di “lusso silenzioso” e una moda senza stagione, che possa essere tramandata di generazione in generazione. Quali sono i capi senza tempo all’interno del vostro guardaroba? Qual è la vostra ricetta per creare dei capi destinati a durare? 

ZEROBARRACENTO
Sicuramente il nostro “evergreen” è il Luciana, realizzato in memoria della mia nonna. Capo elegante, versatile, fluido, da abbinare a un abito da sera così come a jeans e sneaker. Il capospalla per me è il centro di tutto, da sempre gli investment pieces del mio armadio sono giacche, blazer, cappotti… credo sia il capo assolutamente più distintivo.

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La storia di ZEROBARRACENTO e della sua founder e zero-waste designer Camilla Carrara è una storia molto a fuoco, iniziata con una specializzazione in Sustainable Fashion alla ESMOD di Berlino e ricca di premi e riconoscimenti nel suo percorso. Quale consiglio vi sentireste di dare a giovani imprenditori e imprenditrici che desiderano iniziare un proprio brand in ambito moda sostenibile? 

ZEROBARRACENTO
Fare tanta ricerca, sempre e comunque. Ed iniziare quanto prima un percorso in azienda, per apprendere il più possibile. Penso che i progetti personali debbano venire dopo.

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Voi dove fate shopping? Avete qualche brand con una mission allineata alla vostra che vorreste consigliare ai nostri lettori? 

ZEROBARRACENTO
In primis negozi vintage, seguono i piccoli brand vicini alla sostenibilità o all’artigianalità e chiudono i family and friends o le vendite invenduto quando vogliamo acquistare qualcosa di particolarmente alto in termini di prezzo, tipo l’acquisto del 2021 per me è stato un paio di sandali alti Isabel Marant al 90% a una svendita di YOOX. Comprare poco ma bene è l’obiettivo.

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Lavinia Siardi

Background in management e vocazione verso l’empowerment delle diversità, Lavinia si occupa della parte più strategica dei progetti gestiti da Nama Studio. Musicista in incognito e cuoca accanita, vi guiderà nel dare una prospettiva al vostro piano e-commerce.